HOME PAGE

 COMUNE

  SERVIZI

  FRAZIONI

  AI CITTADINI

   TERRITORIO

   STORIA

  TURISMO

  LINK

 

Sito Ufficiale del Comune di Rocca Santa Maria

Sezione Storia

MARCO SCIARRA

Prefazione

Il malcontento delle popolazioni per le ingiustizie da parte del dittatore di turno, sfociava in sollevazioni popolari.Crescevano su questi territori le varie bande di briganti, i queli tanti volte considerati difensori delle genti della montagna.

I Briganti, insomma,  erano forse gli stessi abitanti dei paesini montani.

Marco Sciarra (brigante)

Capo supremo dei brìgaanti della zona di montagna di Rocca Santa Maria era Marco Sciarra origìnario di Castìglione della parrocchia di Riano, detto "Re della campagna".

Nicola Palma nella "Storia della città e diocesi di Teramo" fonte da noi consultata, riferisce che contro di lui furono più volte spedite soldatesche spagnole. Sia per l'impraticabilità dei luoghi montani presso cui si rifugiava, sía per le numerose sentinelle poste ovunque e sempre pronte ad avvisarlo delle imboscate che gli venivano tese, egli riusciva sempre a mettersi in salvo.

Nel 1590 il vicerè spagnolo, deciso a sterminare la sua banda, con 4.000 uomini delegò a questa impresa Carlo Spinelli “soldato di molto senno e valore”

La spedizione tuttavia non ebbe nessun esito, anzi, lo stesso Spinelli che cavalcava un destriero bianco, ebbe salva la vita perchè Marco Sciarra aveva ordinato a tutta la sua brigata di non colpirlo.

Altro esempio di generosità di cui il suo animo spesso era capace.

Un giorno presso Ripattone s'incontrò con un corteo nuziale, scese da cavallo, s'intrattenne a ballare con la sposa e le altre donne, infine col suo cappello raccolse denaro tra i suoi uomini facendone dono alla sposa.

Il "Re della campagna" continuava le sue scorrerie non solo sulle montagne del teramano, con i suoi uomini, infatti, si diresse in Puglia dove saccheggiò Serra Capriola, Vasto e Lucera, qui rimase ucciso il Vescovo Scipione Capece Bozzuto colpito alla fronte da una pallottola mentre si affacciava alla finestra ,del campanile dove aveva cercato di mettersi in salvo. Carlo Spinellí intanto non cessava di dare la. caccia a Marco Sciarra che, dopo le citate scorrerie in territorio pugliese, si trasferì nella campagna romana. Qui si alleò con i banditi dello Stato Pontificio, con cui scambiava aiuti e favori, e con quelli di Toscana e di Romagna, capeggiati, questi ultimi. da'Alfonso Piccolomini, duca di Monte Marciano caduto in disgrazia del Grand Duca Ferdinando.

Di giorno in giorno la truppa di banditi cresceva, incoraggiata dai numerosi successi sugli avversari e diffondeva ovunque terrore. Il vicerè di Napoli contro di essa organizzò una nuova spedizione promettendo una grossa ricompensa a chi avesse ucciso i banditi. In particolare. la taglia imposta sopra Marco fu di ducati 4.000. sopra Luca. suo fratello di 3.000. Il "Re della campagna imperterrito continuava le sue scorrerle nel territorio laziale. qui. assediato in un casale dai soldati spagnoli. fu salvato dal Piccolomini sopraggiunto con la sua masnada che riuscì a mettere in fuga gli avversari. Poco tempo dopo, il Piccolomini in Romagna fu catturato e condotto a Firenze dove fu giustiziato.

La repressione si faceva serrata ovunque ma Marco Sciarra riusciva sempre ad evadere la sorveglianza. che era intensa anche nelle contrade peligne dove il capo massa faceva continue scorrerie danneggiando con le sue masnade Introd'acqua, Bugnara e Vittorito.

Nel 1592, la repressione deí briganti fu affidata ad Adriano dì Acquaviva di Atrì che seppe conquistarsi le simpatie degli abitanti di Campli facendo favori e, in cambio della sua, magnificenza, ottenne la collaborazione per la cattura dei briganti.

Nel 1593 Marco Sciarra sentendosi in pericolo, con molti suoì seguaci, si arruolò con i soldati che partivano per aiutare i veneziani nella guerra contro i Turchi.

Il Papa Clemente VIII, non sopportava che un brigante che aveva recato molti danni ai domini della Chiesa, stesse in "onorevol posto e in sicuro". Chiese allora al senato veneto il licenziamento del bandito. Il "Re della campagna" fece allora ritorno nella sua terra sperando di poter riorganizzare una banda potente e numerosa. Nel viaggio di ritorno nel 1594, mentre attraversava le Marche fu ucciso dal suo compagno e compare Battistello al quale fu concessa, come ricompensa, la libertà per sé e per alcuni suoi compagni.