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CAPITOLO PRIMO
Documenti inerenti all’ istruttoria.
Crediamo inutile porre ìn evidenza quale e quanta ci ira ed attenzione abbiamo posto nella formazione ed ordinamento del materiale istruttorio per la ricerca dei vero e di questo crediamo utile dare sommaria descrizione:
Relazione intitolata e sunto delle voluminose e, molteplici memorie intorno alle reclamazioni di confine fra i due Stati circa i luoghi e territori controversi redatta nel 1839. In questo si riassume nella contro-a, i Comuni di versia N. 26 vertenza di confine fra Pietralta e di Rocca S. Maria nei seguenti termini:
Nel 1785 l'assesore di Teramo riferì che essendosi portato sui luoghi aveva trovato che il tenimento di Rocca S. Maria viene confinato dal fiume Castellano, fin dalle sue origini, sotto la Montagna da Amatrice da un lato e per l'altra parte dal vallone di Settefonti. Questi confini includono nel territorio di Rocca le vastissime contrade del Ceppo, della estensione di circa tomolate 900.
Queste comprendono altre contrade chiamate della Pera e Fonte nera non solo restano dentro lì detti confinì ma anche perché trovansi descritte nei catasti delle ville di Rocca S. Maria
Osservazioni - Per questa controversia veggansi le, usate usurpazioni di terreni recìsionì di alberi rappresaglie e notasi che il provvedimento di mandare due minìstrì per redimere la controversia non fu tale da toglierne per l'avvenire le cagioni.
Nello stesso sunto vi è inserita generale ufficiale dei confini del Regno con lo Stato Pontificio dalla quale riportiamo il tratto che divideva l'ascolano dal teramano
La linea di confinazione continuando il suo corso dal Monte Cappelletta si dirige- immediatamente verso il Chíarino e pel corso opposto di questo torrente e dirimpetto Arquata prende la direzione delle Valli, e per la Maceria della Morte sino alle falde di Pizzo-di Sivo, indi passa alla Valle delle Canapine, e giunto alle Sorgentì del Castellano si stende lungo il suo letto, include nel Regno la montagna Morricone e nello Stato Ecclesiastico quella di Monte Piloni, finchè arriva al Monte Ceppo, ed a Settefonti. Quivi lasciando il corso del fiume prende la direzione di levante, passa al Monte Porrara, cala nel fonte Marmellone torna al fiume Castellano poi lo traversa e sale al Monte del Serbo, ricala al fosso dello Spino nel fiume Castellano cammina per Valloni indi ascende al Colle Barile e Monte Capitone e serpeggiando lungo i Monti cala alla Portella... da questa passa per le due schiere Spalliata e Vallicone, torna di nuovo al Castellano seguendolo fino alla Vena Verarda dirimpetto VilIafranca lo lascíá e sale alla contrada Bi
scotta e si avvicìna alla Chiesa dì S. Giacomo, ed a mezzogiorno verso Pizzo Cardoso ove rivolgendosi a tramontana per la strada Montanara costeggiando la Cupa dei Termini sìno alla Chiesa di Gabbìano, passa al torrente Marìno che segue sino all'imbocco nel Tronco. Sotto Collevirtù e Gabbìano va errando per terreni parte boscosì e partì coltivati senza alcuna linea di confinazìone, taglia la strada che da Ascoli conduce a Teramo
Archivi Stato Napoli Atti Min. Esteri Filza, 4450).
Relazione di sopraluogo compilata dal R. Ingegnere G. Cassano e Bernardo Calignani in [Villa, Fioli il 22 agosto 1785 e rimessa al sig. Tommaso Oliva assessore del R. Tribunale di Teramo
Per la controversia di confine fra l'Università di Rocca S. Maria in Regno e Pietralta nello stato Pontificio che porta di conseguenza la quistione di confine dell'uno dell'altro Dominio essendosi V. S. III conferito sulla faccia del luogo del pari che si è portato Monsignore Prelato e Governatore di Ascoli ad oggetto di esaminare le occorrenze e darsene il ragguaglio alle rispettive Corti, siamo stati -Noi incaricati a riconoscere un tal confine per la parte del Regno e della sudetta Università di Rocca S. M.
Noi perciò colla sua assistenza e coll'interventi delle parti nonchè di Monsignore Vescovo Governatore di Ascoli e con l'aiuto dei pubblici catasti vecchi e nuovi di tutte le comunità di Rocca S. Maria e di alcune ville, non meno che degli atti altra volta da V. S. compilati abbiamo rilevato che il tenimento di Rocca S. M. viene confinato mediante il fiume Castellano sin dove ha la
sua origine sotto la Montagna dì Amatrice per un lato e per l'altro del Vallone di Settefonti. Questi confinì includono nella canna di Rocca e per conseguenza nel domino del Regno la vastissime contrarde montuose e boscose, ed ìn piccola parte prativa
• ridotta a coltura colle cesenaziouì, denomìnate Ceppo e Martese
• comprendono altresì tali confini gli altri localì appellatì Colle della Pera e Fontenerro non solo perché restano entro talì linee di confini, ma perchè glì avvisati catasti nominativamente ed espressamente a Rocca S. Maria ne danno l'appartenenza e nel suo tenimento la situazione Per contrario dai catasti vecchi e nuovi esibiti per parte di Pietralta si descrive il suo tenimento. confinato non già dal predetto fiume Castellano e dal predetto Vallone di Settefonti, ma sibbene dalla pubblica strada che attraversa il Ceppo e s'includono in esso tenimento dì Pìetralta le stesse contrade e locali: cioè tutta la contrada del Ceppo della Pera e Settefonti, che come si è detto secondo i catasti di Rocca S. Maria appartengono alla sua Università mercè i rapportati confini del fiume e del Vallone sudetti Su tali contrapposizione di confini che risultano dai rispettivi catasti di Rocca S. Maria e di Pietralta, entrambi noi siamo a fare quelle riflessioni che meglio alla ragione naturale si confanno.
La strada che pretende per confine dell'Università di Pietralta, e, che si cammina or qua or là dalla schiena delle Montagne nel territorio che si controverte per non essere selciate o tagliate artificiosamente ma introdotte di piccola larghezza dal passaggio di uomini e di animali in numero però non considerevole, e per non essere trafficata in ogni stagione, restando nella più parte dell' anno coperta dalle nevi non solo riceve varie mutazioni in più siti specialmente dove viene ingombrata dagli alberi quando sono rottie schiantati dalla bufera, ma ben anche può confondersi con altre strade con altri colli e Monti che tutte quelle pertinenze boscose tortuosamente e senza ordine racchiudono cosa che tale strada non deve reputarsi per confine. Sarebbe confine certo e patente' so vi esistessero monumenti o termini artificiali, od almeno segni veridìeri e significanti ìncìsi, ìn quei luoghi ma siffatte cose non vi sono ne vi è notizia che vi siano state. All'incontro considerandosi li confini esposti dalla Università di Rocca S. Maria vale a dire il Castellano ed il Vallone di Settefonti secondo sono descritti nel catasto si conoscono questi più naturali patenti ed inalterabili. Si aggiunge poi il fatto che la sudetta strada, attraversante la pianura del Ceppo ci da per confine della Università di Pietralta solamente in questa estesa contrada, quand'anche la stessa strada prima del Ceppo attraversa ugualmente la pianura, ossia pertinenza di Monte Ceraso che appartiene al confinante tenimento di Valle Castellana, 1 alla quale strada si uniscono molte altre che provengono dalle ville di Valle Castellana, ed anche da Villa Pietralta senza che quivi vi sia una tale strada attesa per co nf i ne: donde ne risulta che volendosi dimezzatamente avere una tale strada per confine nella sola contrada del Ceppo, sarebbe il confine più irregolare ed inestricabite. Anzichè la canna ossia tenimento di Valle Castellana non solo viene estesa e posseduta dai di lei naturali del Regno per tutta la pianura di Monte Ceraso fino al Ceppo lungo sudetta strada, ma di più si dice calare a Settefonti suddivisato, nel sito appunto dove le acque riunite cominciano a fare le fonti e dove si forma naturalmentee un trifinio, dividente ciòè la canna di Rocca S. M. e di Valle Castellana, in Regno e quello di Píetralta nello Stato Pontificio, anche mercè altra strada. (lì cui si servono gli iiiii e glì altrí sudditi per portare gli aniinali ad abbeverare nelle acque di Settefonti. Ed oltre a cìò riesce irisussistente ed inverosimile la pretenzione dei pìetraldesi sulle due nominate contrade Ceppo e Martese perché per entrare in esso dovrebbero uscire, da loro patria, camminare per buona pezza dentro al loro territorio, e poì entrare in quello dì Valle Castellana, e per mezzo dei territorì di questa Unìversità camminare qualche tratto di strada, indi per questa stessa strada immettersi nelle sudette contrade del Ceppo e della Martese dove la pretendono per confine. Molte sono le altre stradette e vie, per le quali i naturali di Rocca S. M. si Immettono addirittura nelle sudette contrade e nel locale dì Settefonti, e la -strada sudetta pretesa per confine da quelli di Pietralta, ha il suo primo principio dalla parte del Regno o sia da Valle Castellana, una sola riunendovisi che viene da Pietralta del pari che ci sì uniscono e c'imboccano altre stradelle che vengono dalle Ville di Valle Castellana. La strada porta al punto del trifinio di Settefonti, benchè più al disotto verso il fiume Castellano abbia il suo principio da villa Pietralta, tuttavolta nella parte dove si giunge a confinare il tenimento di Vallecastellana, si fa comune agli altri sudditi,servendosene come si è detto per portare gli animali ad abbeverare nelle acque di Settefonti e per. andare nelle loro rispettive pertinenze che rimangono al di là di Settefonti. Castellano e quasi invisibile agli occhi dei viaggiatiti, piccolo stradette sproporzionate ed incompatibilì alle sopra vaste tenute, Procurando in cotal guisa di fare le ìrruenze dello scorso anno. Quindi uopo è di concludere che al confine preteso dall'Università dì Pietralta prepondirino chiaramente i confinì del fiume Castellano e deì Settefonti rapportatì nei catasti dì Rocca S. M. e questi deve dirsi per confini della canna di Rocca S. M. con quella dì Pìetralta senza toccarsì quello del Reguo e dello Stato Pontificio dì cui per verun modo si fa menzione nei catasti di queste due popola. zìonì. Imperciocchè qualunque sia controversia di territorio dì Rocca Santa Maria e Pietralta non può ledere la Regia Giurisdizione del Regno la quale deve d'altronde attendersi non da linee incerte irregolari, ed inestricabili che ordinariamente aprono siffatte controversie fra le confinanti popolazioni. La giurisdizione dei Domini di ogni principato, onde resti preservato nei suoi limiti, dove non mancano fiumi questi la debbono circoscrivere e stabilire; lungi dall'attendersi le strade i monti i colli e le piccole valli che vengono fissate per confinare i tenimenti di popolazioni e popolazione, colla situazione di monumenti molto appariscenti, da rendere certi ed invariabili i confini. Tale per l'appunto è, il diviso fiume Castellano, il quale incominciando a dividere fin dalla sua origine il territorio del Regno dallo Stato Pontificio, deve seguitarlo a confinare almeno, sin dove o altro fiume o altro confine naturale s'incontri come per i rimanenti luoghi del Regno, sarebbero i fiumi del Marino e del Tronco,- tanto più che per autorità di Storia questi per tali confini vengono dichiarati.
Che poi dentro a tali confini del Regno li sudetti pontifici posseggono beni o feudi, dovranno reputarsi posseggono dei fondi
I naturali adunque di Pietralta non avendo a sufficienza terreni da coltivare nel loro tenimento e non avendo tante vie, quanto ne hanno i regnicolí dentro la vasta zona del Ceppo, per introdurvicisi ad oggetto di procacciarsi il loro sostentamento, deverono aprirsi non dalla pubblica strada ma dalla parte, di sotto il fiume o in proprietà o ìn usufrutto, ciò che non deve ledère la R. Ginrìsdizìone del Principato la quale ingiustamente sì è -dai pontifici al Regno usurpata con compiacenza deglì stessi regnicoli li quali abitano nei luoghì di confine, lungì dì opporvisi hanno operato di avvicinare alle loro campagne ed abitazioni, lo stato franco per poter liberamente controbandare i generi dì cui illecito commercio essi vivono.
Tuttociò duuque premesso, ne risulta chiaramente che le sopradeseritte due contrarie Ceppo e Martese che compongono il quantitativo di presso a 900 tomolate e comprendono la nominata località dì Fontenero Colle della Pera ed altre, appartengono indubbiamente alla università di Rocca S M. così in forza'dei naturali confini e dei cennati Catasti i quali sono esistenti,nelle forme legittime come in virtù del possesso che ne hanno avuto i di lei naturali per li vari atti possessivi che hanno sempre esercitati in (lette tenute essendo stati legittimi padroni e possessori riconosciuti da altre popolazioni vicine e lontane.
Noi quindi concludiamo per quanto abbiamo riferito e la faccia (lei luogo ci rappresenta il nostro parere che alla presente controversia il fiume Castallano e Vallone di Settefonti siano realmente i confini tra il territorio di Rocca S. M. in Regno e quello di Piatralta nello Stato pontificio, e che lo Castellano lo sia e debba essere riguardo al Dominio dell'uno e dell'altro.
(Arch. prov. di Stato atti dell'Intendenza 1782 fase. 3 vol. 1), (Pandetta
Filiasi)

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