Il percorso della strada Romana,all’interno del territorio Comunale  è quello che discende da Ovest  da Pizzo Di Moscio a Colle Lungo fino a raggiungere il Ceppo per proseguire dietro l’odierno albergo "Julia" fino a raggiungere Colle Ceraso per poi discendere fino all’Ara Martese e proseguire fino a Sella Ciarelli per costeggiare il crinale-confine tra Rocca S.Maria e Valle Castellana  e raggiungere Monte Ciccone e proseguire poi verso Colle S.Sisto (La Ciuffa di Bonifacio) , Castel Manfrino e le Gole del Salinello.

In tutto il Bosco Martese sono presenti i segni dei cantieri boschivi e delle teleferiche usate ante e post il primo dopoguerra.

Agli inizi del secolo XX° fu realizzata ,dalla ditta Sutter,una teleferica  che dal Ceppo trasportava il legname fino all’attuale sito del Cimitero Comunale di Belvedere.

La struttura a fune attraversava  la vallata del "Rivoleto",affluente del Tordino,con un salto di  oltre 600 mt. di quota, all’epoca tra i più alti d’Europa.

Ogni piccolo centro,fino ad un secolo fa', prima dell'era moderna si caratterizzava come un comunità  a  se stante,con una sua originalità di organizzazione,con una sua economia,con proprie attività,legate alle risorse più emergenti del luogo.

Anche gli scambi economici e culturali tra queste piccole comunità e con l'esterno più evoluto e distante della Provincia erano legati alle singole caratteristiche produttive.

Alcuni villaggi erano dediti all'industria boschiva,alcuni agli allevamenti di bovini, altri a quelli di ovini, altri ancora alla  produzione agricola di cereali e quelli attraversati dai corsi  d'acqua più importanti alla gestione di mulini ad acqua.

In tutti i villaggi poi trovavano occupazione anche modesti artigiani (fabbri, sarti, maniscalchi, muratori,falegnami, mastri (produttori di selle per bestie da soma, fabbricanti di rudimentali macchine da trasporto a traino animale (carri-traie-traioni) ed anche,pochi,individui,un po' letterati, che si occupavano di stime, conti, riconfinazioni, pensate e saggezza illuminante.

 I rapporti con l'esterno,Provincia e Stato,erano tenuti dai preti delle numerose piccole parrocchie e dai capi popolo rappresentati,come in ogni posto,da esponenti delle famiglie dominanti.

 

L'esistenza prevedibile e ripetitiva di questi luoghi veniva turbata dagli eventi calamitosi e, piu' anticamente, dalle scorrerie dei briganti che trovavano tranquillo e vantaggioso rifugio in questa zona, posta a cavallo del confine tra il Regno Delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio.

E' d'obbligo citare "Marco Sciarra" Il Re Della Campagna",nativo della fraz.ne Castiglione e suo nipote Sante Di Giovanni Giacomo"Santuccio Da Froscia",nativo della frazione Cesa che,per un lungo periodo del 1550-1600,capeggiarono una fortissima ed impavida orda di briganti.

Le loro gesta,riportate in molti libri di storia Abruzzese,Marchigiano e laziale.

Singolare ed interessante e' la fonte che li descrive alleati della Serenissima Repubblica di Venezia nella guerra contro i Turchi ed inorgoglisce sapere che invinti, sfuggirono alla cattura numerosissime volte per andare a concludere le loro battaglie in oriente ed in mare.

Uno storico marsicano parla addirittura di Santuccio insignito di un titolo onorifico della" Serenissima" .

 

Idrogeologicamente il territorio e' formato da marne argillose,intercalate a strati di  roccia arenaria "Formazione Della Laga" che lo caratterizzano con impermeabilità del sottosuolo e presenza di falde acquifere superficiali,con un numero altissimo di piccole sorgenti emergenti fin dalle quote piu' alte.

Negli ultimi 50 anni,a causa di derivazioni idroelettriche,la portata dei corsi d'acqua e' stata molto ridotta con qualche problema per l'eco-sistema.

Particolare e' la presenza di una canale di gronda,che a 1350 mt. di quota raccoglie e deriva una grande quantità di acqua potabile per addurla al Lago di Campotosto.

Lungo gli alvei fluviali sono presenti molti ruderi di vecchi e piccoli mulini ad acqua.

Dal punto di vista agro-silvo-pastorale il territorio e coperto da boschi rigogliosi di abeti,faggi,querce,cerri,pini e pioppi per l'estensione di oltre 30 Kmq.,per circa 15 kmq.di pascoli di alta quota e per circa 16 kmq.da seminativi.

Tutta la zona altimetricamente più elevata,ad ovest,presenta caratteristiche  naturalistiche di altissimo pregio,tra le più suggestive del mondo,la foresta del"Bosco Della Martese".

In essa sono presenti una grande quantità di biotopi,di erbe officinali rare,di funghi di varie specie e della migliore qualità ,abbondano i frutti del bosco quali fragole,mirtilli e lamponi,sono  numerose le sorgenti che prima di raggiungere  il  Castellano  disegnano  tutta  una scenografia di cascate  e  giochi  d'acqua naturali.

In  essa vive una fauna autoctona tra le più rare  dell'appennino che si e' salvata grazie anche alla presenza dell'uomo  che,grazie a Dio, continua,seppure in minor numero,a vivere ed ad operare in questi  luoghi  che, seppure toccati dal progresso, non  sono  mai diventati di moda per una società consumistica che ipnotizza  gli individui  e  li   fa sentire appagati  solo  quando  non  devono pensare o possono sentirsi emuli degli idoli di massa.

"Il Bosco Della Martese" assorse agli onori della cronaca nel 1943 per  essere stato il teatro della prima  sollevazione  partigiana italiana  contro il Nazi-Fascismo,morirono in quei  giorni  molti giovani,due monumento ed alcune lapidi ricordano in quei luoghi  il loro sacrificio.

Negli ultimi anni ,la motorizzazione ed il conseguente facilitazione degli spostamenti hanno fatto scoprire le amene risorse ambientali della zona ed,in qualche modo, è nato anche  un interesse verso lo sviluppo del settore turistico

La recente istituzione del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti Della Laga, incentiva ulteriormente lo sviluppo del turismo ambientale.

In questo contesto sono ubicate 24 centri abitati che gravitano,in maniera radiale, tutte intorno al Capoluogo Imposte, vero e proprio centro direzionale.

Quasi tutti questi nuclei necessitano di opere di miglioramento ed adeguamento delle strutture di urbanizzazione primaria per rendere meno difficoltose le condizioni di vita degli abitanti rimasti, che rappresentano anche l’ultimo  ceppo di popolazione autoctona ove far attecchire le speranze  di una ripresa economica in grado di conservare e valorizzare la cultura ,gli usi ,la storia e le risorse  dell’alto territorio della Laga.

Goffredo Rotili                                                                            

La storia di Rocca Santa Maria - Imposta, oggi capoluogo, è legata al periodo in cui si diede inizio alla lavorazione del legname del Bosco Martese. Infatti allora fu "impostata", stabilita la base di tutte le attività lavorative del legname e del carbone nella località sovrastante Fustagnano. Da questa impostazione è derivato il nome "Imposta". Nel piccolo centro che intanto era stato raggiunto dalla strada proveniente da Teramo, si stabilirono molte famiglie oriunde dalle frazioni vicine, prive di vie rotabili. In pochi anni la popolazione subì un notevole incremento anche se il fenomeno migratorio cominciava a farsi sentire.

Oggi questo ridente paese è ideale per trascorrervi spensierate vacanze tra il verde del boschi vicini, ricchi di attrattive naturali. Si potrebbe star bene, ma comune a tutti i paesi di montagna interessa anche Rocca Santa Maria : la disoccupazione. I giovani, ultimati gli studi, in maggior parte, rimangono disoccupati e tentano qualsiasi via di guadagno affrontando ogni giorno il ‘viaggio per la citta' Anche se oggi i precari ed incerti lavori socialmente utili assorbono molti giovani, si spera che anche a Rocca Santa Maria sorgano attività tali da dar sicurezza e fiducia nel domani.

E’ un paese che sorge a 1073 m.s.l.m. sui Monti della Laga, a 25 Km da Teramo. Raggiungibile con mezzi pubblici che effettuano corse  andata e  ritorno dalla provincia quattro volte al giorno. E’ una località ideale per trascorrere spensierate vacanze facendo escursioni nelle vicine montagne, pescando trote ed altri pesci nei vicini fiumi del Tordino e del Vezzola, raccogliendo molte varietà di funghi e frutti di bosco.

Oggi la frazione Imposta, sede comunale, offre i servizi indispensabili  per una vita sana e civile asilo, scuole elementari e medie, campo sportivo, campetto polivalente, farmacia, ambulatorio medico , bar, tabaccheria, alimentari, trattoria, ufficio postale, caserma delle guardie forestali, case popolari, ecc.... Al centro del paese sorge la sede comunale costruita attorno agli anni ‘20. in pietra arenaria. Nelle vicinanze sorge un bellissimo monumento ai caduti delle due guerre mondiali. il 25 aprile e il 4 novembre essi vengono ricordati con una bellissima cerimonia che vede riuniti nell' antistante piazzetta tutti gli ex alpini che tornano ad indossare, per l’occasione, la loro camicia a quadri rossi e il loro cappello con la penna nera. Il monumento è stato realizzato per merito del capo-gruppo A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) Sezione di Rocca S. Maria Aladino Di Gennaro ed è stato eseguito dal Prof: Gaetano Di Simone di Castelli ceramista e scultore.

Lo stesso Aladino si è adoperato con tanto amore per la realizzazione della cappella votiva con la "Madonnina" a Pizzo Di Moscio.

L’Antica Università di Rocca Santa Maria

Storia ed evoluzione

Il territorio di Rocca Santa Maria comprende le antiche università di Rocca di Bisegno (Faiete, Macchia S. Cecilia, Pomarolo, Serra)

Terra Marricana Montagna (Faognano.  parte di Acquaratola e

parte di Poggiovalle)    . .

Rocca Santa Maria (Fiume, Canili, Tavolero, Colle, Martese, Fustagnano, Ciarelli, Paranesi, Licciano. Alvelli, Cesa, Riano, Tevere, Castiglione, Forno e Fioli).

Queste Università erano già esistenti nel XVI secolo, nel 1805 la provincia di Teramo ne contava ben 136 ; alcune di esse risultavano molto piccole contando solo poche centinaia di fuochi (famiglie) o anche meno e fu necessario, pertanto, aggregarle ad altre più grandi. Fu la sorte che toccò anche a Rocca Santa Maria che fu unita all’Università di Torricella Sicura.

Questo provvedimento suscitò molte lagnanze nella popolazione e il Sindaco, in una lettera rivolta all’intendente di Teramo Pietro De Sterlich, notificava le varie difficoltà che impedivano ai cittadini di raggiungere Torricella. Tra esse citava la situazione montuosa dei luoghi, la distanza, la mancanza di strade, la presenza di fossi privi di ponti .In considerazione di tali fattori, nel 1813 Rocca Santa Maria fu resa indipendente da Torricella, e ad essa furono aggregate le vicine Universita di Rocca di Bisegno e di Terra Marricana Montagna

Nel tempo, le numerose frazioni di questo territorio hanno subito vicende alterne perché coinvolte col fenomeno del brigantaggio.

 

 

 

 

 

Visitando il nostro sito Web l'utente accetta che stiamo usando i cookie per assicurare la migliore esperienza di navigazione.

Per saperne di piu'

Approvo
Valid XHTML 1.0 Strict CSS Valido! Progetto conformità siti web P.A. di logoActainfo