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Sezione Storia

Carlantonio Di Simone

Documenti del 1811 parlano di un certo Carlantonio Di Simone di Fustagnano trattenuto nelle carceri di S.Agostino di Teramo perché accusato di far parte dei briganti. Il giudice di pace del circondario spediva all’Intendente della Provincia dichiarazioni scritte dal sindaco di Rocca S. Maria, dal suo precedessore e dal parroco che attestavano l’innocenza del Di Simone. Questi, infatti, non avendo una vera abitazione, aveva come dimora un pagliaio in cui viveva con i famigliari. Essendo capitati a Fustagnano un gruppo di briganti guidati dal parroco di Comignano D.Candido Clemente, fu obbligato ad unirsi a loro minacciando, in caso di rifiuto, di bruciare il pagliaio. Le dichiarazioni di buona condotta di dette autorità furono necessarie per rimettere il libertà il Di Simone.