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Sezione Territorio IL CINGHIALE
Fino alla fine degli anni Sessanta, dei Cinghiale in Abruzzo si avevano solo notizie sporadiche, che escludevano una sua presenza diffusa, nonostante fosse ben distribuito fino ai recente passato. Attualmente l'ungulato è in costante, continua espansione su tutto il territorio regionale, a seguito di reintroduzioni operate sin dagli anni Sessanta dalle Associazioni venatorie e dalle Amministrazioni Provinciali. l'assenza di predatori naturali, l'abbandono delle terre coltivate, quindi una maggiore disponibilità di spazi, l'esistenza di abbondanti risorse alimentari e la alta prolificità naturale della specie (dipendente anche dalle risorse alimentari) hanno fatto sì che dai nuclei di reintroduzione si originasse una popolazione talmente consistente da occupare la maggior parte delle aree montane ed alto-collinari della regione abruzzese, nonostante ;a caccia di cui è oggetto la specie.
Ii Cinghiale è un animale rustico e audace: se accerchiato e senza più via di scampo non esita ad attaccare dirigendosi verso l'aggressore con una rapidità sorprendente, bucando con la sua testa conica e ben corazzata anche fitti cespugli lungo la direzione di carica. I cacciatori conoscono bene questo comportamento e lo temono, anche perché, una volta sull'aggressore, il Cinghiale usa in maniera micidiale le sue `difese", cioè i canini inferiori, affilati e lunghi fino a 15 cm, vibrando dal basso all'alto nella regione inguinale colpi che, se vanno a segno, possono procurare delle ferite anche mortali ai cani, a volte agii stessi cacciatori. Il Cinghiale ha una taglia molto variabile in relazione alle disponibilità alimentari; questa variabilità all'interno della specie è ora ancor più accentuata dai ripopolamenti attuati con razze centro-europee di stazza decisamente più grande rispetto alla forma autoctona, o con esemplari derivanti da incroci con il maiale.
Alla maturità il Cinghiale può avere una lunghezza di 140-180 cm, un'altezza al garrese di 60-70 cm ed un peso tra i 60 ed i 120 kg; le misure variano tra i due sessi, con la femmina più piccola di circa 1/3 rispetto al maschio. la testa è a tronco di cono, con il grugno anteriore, su cui si aprono le narici, duro e mobile, gli occhi sono piccoli, le orecchie ben evidenti, gli arti anteriori potenti e una pelle resistente riveste il tutto: con questo "arnese" il Cinghiale buca anche i cespugli più fitti e spinosi. Gli arti posteriori sono ugualmente possenti e leggermente più corti degli anteriori, per cui il profilo dorsale dei Cinghiale si presenta lievemente a scendere dalla gobba pronunciata del garrese alla groppa posteriore. le zampe sono corte e magre, la coda è sottile, terminante con un ciuffo di peli che battono sulle zampe, comunque non arricciata come quella dei maiale, di cui il Cinghiale è il progenitore selvatico. li mantello è marrone scuro-nero, fatto di setole grandi e con toni grigio scuri negli individui adulti, nel linguaggio venatorio chiamati "solenghi" se maschi e "rnatrone" se femmine.
L'habitat di elezione dei Cinghiale è il bosco di querce della media ed alta collina, meglio se di aitofusto, anche se vive e prolifera bene anche nelle faggete montane. Sono questi gli ambienti che utilizza in Abruzzo, dove sono stati avvistati branchi anche di più di 50 individui. i branchi sono costituiti da piccoli, da giovani (porcastroni) e dalle femmine; i maschi adulti sono solitari e si fanno accompagnare da un giovane scudiero che mandano in avanguardia per saggiare situazioni di pericolo.
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