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Sezione Territorio
BOSCO MARTESE
Nell'angolo più
isolato e selvaggio dei monti della Laga (attualmente compresi nel Parco
Nazionale Gran Sasso - Laga), si trova una delle sempre più rare aree di
Wilderness presenti in Italia. Poco accessibile, scomodo da raggiungere
anche in auto, ma d'incomparabile bellezza, il Bosco Maltese (immerso
nella Valle del Rio Castellano), è sicuramente una delle perle offerte dai
Monti della Laga al visitatore attento. Il Bosco si trova nel versante
teramano della Laga, e per visitarlo occorre giungere al Ceppo, a circa 35
km da Teramo. Sicuramente i periodi migliori, per apprezzarne la bellezza,
sono la primavera inoltrata e l'autunno con l'esplosione dei colori. Ciò
nulla toglie al fascino delle cascate ghiacciate e del bosco ricoperto di
neve nel periodo invernale, e al verde sterminato dell'estate.
La primavera, in questo angolo nascosto della Laga, è una festa
dell'acqua. Cascate, ruscelli, scivoli. Il borbottio dei torrenti carichi
e il rumore del tonfo dell'acqua alla base delle tante cascate fanno da
colonna sonora all'escursionista. Inoltre orchidee spontanee, fioriture
varie e numerosi uccelli di bosco, catturano l'interesse del visitatore.
In questo periodo si deve fare attenzione a non scivolare quando si
cammina sulle rive dei torrenti, gonfi anche per lo scioglimento delle
nevi sulle cime circostanti, tutte cime ben al di sopra dei duemila metri.
L'autunno offre scenari di struggente bellezza. Una mano invisibile
dipinge con nuovi e spettacolari colori il bosco: il verde cupo degli
abeti si accompagna al giallo dei faggi, gli aceri diventano rossi, il
sottobosco e le felci, in una continua gradazione d'oro, impreziosiscono
il paesaggio. Il terreno diventa un tappeti di funghi, dalle velenose ma
affascinanti amanite, ai succulenti boleti, passando per centinaia di
specie. Il bosco sprigiona tutta la sua magia. Camminarvi lentamente
sapendo che forse un lupo ti osserva attento, nascosto dagli alberi, che
il picchio rosso interrompe la sua attività al tuo passaggio, che il
misterioso e sfuggente Gatto selvatico nel folto della vegetazione
continua la sua implacabile caccia ai piccoli mammiferi che popolano la
foresta, trascina l'escursionista in un mondo lontano un'eternità dalle
convulsioni e dagli isterismi della vita cittadina.
Forse l'antica consacrazione del Bosco Martese al dio Marte (dio della
guerra…in guerra, ma protettore dei boschi e dei giardini in tempo di
pace), conserva ancora oggi una sua sacralità che si trasmette a chi lo
percorre senza frenesia.
L'itinerario (2 ore circa)
Dall'albergo del Ceppo si prende la strada sterrata che costeggia un
campeggio e che si deve seguire per circa 6 chilometri, senza particolari
dislivelli, passando per la Fonte del Guardaboschi (circa 1340 slm)
attraverso il bosco di abeti. Al termine della strada girare a sinistra
superando un fosso solitamente abbondante d'acqua nella stagione della
pioggia. Qui occorre un po’ di attenzione, risalendo sempre sulla
sinistra il versante della valle, districandosi fra tronchi e rami e
superando numerosi fossi, che rendono scivoloso il percorso. Continuando
ancora in questa situazione, si supera l'ultimo fosso che precede la
Cascata della Morricana. Superando massi e tronchi si giunge alla base
della cascata, davvero impressionante con uno spettacolare salto di 40
metri. Il rumore è assordante, gli schizzi d'acqua bagnano anche a diversi
metri di distanza. Se si percorre questo itinerario nei giorni festivi, è
facile trovare qualche gruppo di persone intente a godersi la cascata e
utilizzare la sosta per rifocillarsi. Il consiglio è di attendere che il
posto si svuoti, torni solitario e che l'unico suono sia il tonfo
dell'acqua. E contemplare lo spettacolo della natura, che qui raggiunge i
livelli più alti. In fondo, un Bosco dedicato al dio Marte, abitato
dal Lupo e dal Picchio che nei tempi antichi erano considerate le Epifanie
del dio, deve per forza trasmettere sensazioni particolari. Sensazioni che
vale la pena di vivere.

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